Augello, dal Cimiano alla Serie A

Nella terza puntata di Cimiano Live Instagram abbiamo avuto un super ospite, Tommaso Augello. Il grande ex biancorosso ci ha raccontato la sua carriera fino alla Serie A con la maglia della Samp e ci ha parlato del momento attuale. Non ha tralasciato dei consigli utili per tutti i giovani calciatori.
Riviviamo la chiacchierata nei suoi momenti salienti.

Ciao Tommy, come stai?

Sto bene, sono nella mia casa di Nervi e mi sto allenando.

Partiamo proprio dai tuoi ricordi biancorossi. Cos’è stato per te Cimiano?

Una seconda casa. Sono stato a Cimiano per 10 stagioni consecutivi e devo dire che sono stato benissimo. Il centro sportivo era dietro casa mia e ci andavo a piedi o in bici. Ho solo ricordi piacevoli.

Nel recente passato la tua carriera è stata un crescendo. Ci racconti questa scalata?

Già l’esordio in Serie C è stato qualcosa di importante. Da lì è cominciato un bel percorso tra i professionisti. L’esordio in serie A, devo essere sincero, non me lo aspettavo: è stata un’emozione indescrivibile. Ma ricordo con immenso piacere anche il primo gol in Serie B con lo Spezia, società che mi ha dato tanto.
È stata fantastica anche l’intervista a Sky Sport nel post partita del mio esordio in A contro la SPAL. Cose così prima le vedevo solo in tv.

Quando sei uscito dagli Allievi di Cimiano ci pensavi, ci credevi?

Da ragazzino non ero il fenomeno, ma mi vedevano come quello con la testa giusta per diventare calciatore.
Non ho mai guardato troppo oltre. Quando ero in serie D, volevo consolidare il mio posto in D. E lo stesso quando sono arrivato in C. Poi ho avuto la fortuna di essere chiamato dallo Spezia, dove con mister Marino abbiamo fatto molto bene. Quando ho ricevuto la chiamata della Sampdoria, non ci credevo. Mi aspettavo un club di Serie A, ma non di questo livello. La Samp è qualcosa di unico: stadio fantastico, tifosi incredibili…

Com’è cambiata la tua vita? Come ti stai trovando a Genova?

Ho affrontato il vero cambiamento di vita quando sono andato dalla Giana allo Spezia, perché ho lasciato la mia casa di Milano. Ora vivo sul mare e sto bene. L’ambiente di Genova è davvero bello.
A Marassi c’è un clima bellissimo, che non trovi da tutte le parti. Ho fatto 3 presenze in casa con Juve, Napoli e Sassuolo: quando entri e vedi la curva piena, ti rendi conto di che impatto ha quello stadio.

Ti senti un modello per tanti giovani?

No, non mi sento un modello. Io penso a essere me stesso. Sono orgoglioso del mio percorso. So di essere un’eccezione rispetto a tutti gli altri giocatori di Serie A, non avendo fatto Settore Giovanile professionistico. Ho fatto la mia strada con tutte le sue tappe: mi sono meritato quello che ho avuto nelle giuste tempistiche.
Ai giovani posso consigliare di giocare di divertirsi fino a 15/16 anni. Poi in Prima Squadra serve umiltà e rispetto verso i compagni e tutte le persone più grandi.

Qual è il tuo idolo/modello di riferimento?

Mi è sempre piaciuto Paolo Maldini, un giocatore unico. Ricordo quando è venuto al Cimiano e ho fatto la foto con lui: per me era qualcosa di veramente importante.
Oggi ci sono tanti terzini che mi piacciono in Serie A, uno su tutti Alex Sandro.

Quali avversari ti hanno colpito maggiormente?

Quando sono entrato con la Juve, è entrato anche Douglas Costa. Mi sono detto. «Mamma mia, qua mi serve il motorino». Per fortuna poi ha giocato più accentrato.
Immobile è incredibile: se gli lasci un metro, lui attacca lo spazio e fa gol.
Mi porterò sempre dentro l’abbraccio con Buffon: lui è arrivato col sorriso ed è stato un abbraccio sincero. Mi ha detto «In bocca al lupo».

E poi ti alleni con tanti top player.

Ogni tanto mi tiro fuori dal contesto e mi chiedo se è tutto vero. Mi alleno con Quagliarella, vado a cena con Barreto e Gabbiadini. Mi fa molto piacere. Ho un ottimo rapporto con tutti.

#SaràPerchéCimiano