Davide Cancelliere rivive la scorsa stagione dell’Under 17

Abbiamo visto la sua storia. Abbiamo rivisto la sua punizione sulla traversa. E così lo abbiamo contattato: a un anno di distanza da quel Cimiano-Pro Sesto vieni in diretta a raccontarci la scorsa stagione dell’Under17? Sì, ci sono.

Come stai? Come va questo periodo di quarantena?

Mi sto allenando tranquillamente a casa. Io per fortuna ho un giardinetto e posso lavorare col pallone sulla tecnica.

Partiamo da lì, dall’1 maggio 2019.

Ricordo benissimo la partita dell’anno scorso. Era Cimiano-Pro Sesto, primo turno playoff. Noi potevamo contare su due risultati su tre. Siamo arrivati stra-carichi all’appuntamento, perché giocavamo in casa e ci tenevamo a fare bella figura e a passare. Siamo scesi in campo concentratissimi: i primi 10 minuti li abbiamo schiacciati nella loro metà campo. Il gol di Resmini su rigore ha sbloccato il risultato.
Anche dopo il loro pareggio non abbiamo sofferto particolarmente: eravamo messi bene in campo. Ogni partita veniva preparata benissimo in settimana.

Poi è arrivato nel secondo turno il derby.

Rigiocherei quella partita. Ci è girato tutto storto.
Loro comunque erano una grande squadra, che in casa aveva qualcosina in più.

Di quel gruppo l’unico che veste ancora la maglia del Cimiano è Gianfreda. Cosa ti ricordi di lui?
Che giocatore è?

Ha il baricentro basso ed è tutto mancino. Ha uno scatto impressionante: nei primi metri non lo prendi mai.

E in quell’Under 17 c’erano tanti altri giocatori di qualità. Calabrò, Zito, Colombo, Locati…

Con Colo ho un grande rapporto. Siamo compagni di stanza a Piacenza. Gli ho fatto da tutor (con scarsi risultati) quando si è infortunato alla spalla.
Pippo Calabrò è un fratello: è fortissimo e lo ha sempre dimostrato, anche con la Rappresentativa l’anno scorso.
Gio Zito ha avuto un grande impatto sul gruppo nonostante l’anno in meno: quando uno ha quelle qualità…
Locati è una punta che mi piace tanto: aiuta sempre la squadra, lo trovi sempre nella tua metà campo.

In una stagione ci sono tanti momenti chiave. Qual è stata la svolta? Forse la sfida col Pavia?

Sì, secondo me sì. Si trattava di un recupero infrasettimanale. All’intervallo eravamo sotto 3-1 contro la prima in classifica. Negli spogliatoi il mister ci ha dato grande carica e noi nel secondo tempo abbiamo fatto il nostro. È stata una grande rimonta.

Che rapporto avevate con mister Fontana?

Non era solo un mister, era anche un amico. Ci ha dato tantissimo fisicamente e mentalmente. Era il condottiero di un gruppo unitissimo.

Quest’anno è arrivato il salto tra i prof: come l’hai vissuto?

L’ho vissuto normalmente, con la consapevolezza di dovermi conquistare il posto. Sapevo che dovevo fare il mio. Fin qui mi sono meritato quello che ho ottenuto.
Se posso dare un consiglio, dico di non smettere mai di allenarsi, anche in questo periodo. Bisogna farsi trovare pronti. Bisogna fare attenzione anche ai minimi dettagli, come l’alimentazione.

Se ti dicono “Cimiano”, pensi a…

A tutti i miei compagni di squadra, al mister, allo staff, ai dirigenti, al Presidente…
Eravamo davvero una grande famiglia.

#SaràPerchéCimiano